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Comune di Roma, si cambi la gestione del debito

Comune di Roma, si cambi la gestione del debito

Lettera pubblicata su “Il Messaggero” del 14 maggio 2016

Gentile Direttore,
L’ex Commissario straordinario al debito di Roma è intervenuto sul Suo giornale circa l’ingresso della questione del debito pregresso del Comune nella campagna elettorale romana criticando la fattibilità delle ipotesi sinora in campo. L’Associazione ProDemos ha contributo a questo dibattito con una propria proposta che si tiene lontana da ipotesi di “taglio” del debito. Idea non solo fantasiosa ma anche pericolosa per la credibilità di ogni futura gestione finanziaria della Capitale.

Il debito pregresso di Roma va onorato ma occorre cambiare la sua gestione. Abbiamo fornito gli elementi tecnici, credibili e argomentati, in merito alla possibilità di ottimizzare la gestione commissariale in modo da ottenere un risparmio che può alleggerire il peso fiscale in carico ai cittadini romani ed ai cittadini italiani.

La proposta riguarda la migliore gestione attiva di tutto il debito , non solo di quello finanziario con la cassa depositi e prestiti. In questi anni, il debito commerciale è rimasto pressoché uguale, quello finanziario è aumentato attraverso la sottoscrizione di un debito che è servito per pagare altri debiti. L’analisi di questa situazione ci ha fatto pensare che si potesse fare un passo avanti: da una parte una stretta sinergia tra comune e gestione commissariale per chiudere il debito commerciale e dall’altra l’utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione per migliorare la gestione del debito finanziario, agendo sull’attuale riduzione del costo del denaro. L’idea di ProDemos è quella realizzare una operazione di transazione straordinaria finanziata da una anticipazione di liquidità del Tesoro da restituire ai tassi di interesse attuali.

E’ una soluzione che va messa a punto per renderla tecnicamente esecutiva e valutare in dettaglio la ripartizione dei costi e dei benefici, evidenziando che non esiste una relazione lineare tra i mancati ricavi di CDP su una parte dei mutui erogati e i rendimenti complessivi del risparmio postale. Non vi è nella proposta avanzata nessuna contrapposizione tra l’interesse dei contribuenti di vedersi ridotto il carico fiscale e una quota di essi che hanno investito i loro risparmi nei depositi postali.

Non ci sono bugie o ipotesi fantasiose dietro la nostra proposta, ma solo la voglia di dare un contributo serio ad un dibattito necessario che superi una la strategia del “quieta non movere” che non risponde né all’interesse dei cittadini romani, né a quello dei risparmiatori italiani.


Foto By Alvesgaspar (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], via Wikimedia Commons



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